Anno: 2004

 

    CHIBLI MALLAT: ORA, SE GLI USA VOGLIONO, POSSONO SEGUIRE IN LIBANO LA VIA IRACHENA

 

Beirut, settembre - Con la risoluzione del Consiglio di sicurezza che invoca il rispetto della sovranità del Libano, si è aperto un nuovo fronte in Medio Oriente che potrebbe avere ripercussioni gravissime per la regione. Arabmonitor ha chiesto all'avvocato libanese Chibli Mallat, professore di diritto, direttore del Centro studi sull'Unione europea, esponente autorevole della comunità cristiana, legale delle famiglie delle vittime del massacro di Sabra e Chatila, i rischi a cui si va incontro. 

"E' avvenuto qualcosa di estremamente grave, le cui conseguenze si vedranno nelle prossime settimane. Tutto potrebbe finire per essere dimenticato oppure condurre molto lontano. E' la prima volta che un emendamento costituzionale, questione prettamente domestica, diventa l'oggetto di una risoluzione del Consiglio di sicurezza, ma non è il governo libanese che può dire a questo punto se si tratti di un errore o di un'interferenza negli affari interni del Paese, data l'autorità del Consiglio di sicurezza".

La modifica costituzionale approvata dal Parlamento libanese dopo la risoluzione (che consente al presidente della Republica in carica Emile Lahoud di ripresentarsi candidato per altri tre anni) è stata giudicata dagli Stati Uniti e dalla Francia, che hanno sponsorizzato la risoluzione, una sfida alla comunità internazionale.

"Infatti, come avvocato devo dire che tecnicamente l'emendamento costituzionale costituisce una violazione della risoluzione, perché il Consiglio di sicurezza ha l'autorità per esprimersi".

Come si spiega la decisione dell'Onu e come interpreta la posizione francese ?

"E' evidente a tutti che la risoluzione fa parte di un'ampia pressione americana sulla Siria e sul Libano. Quello che non capisco, come mai ci sia stata questa insistenza nel volere che il presidente uscente rimanesse al suo posto. Ci sono anche altri  in Libano oltre a Lahoud. Questa decisione, che ha richiesto la modifica della Costituzione, ha reso tutto facile agli Stati Uniti. L'atteggiamento francese ha sorpreso tutti, me compreso, soprattutto considerando le buone relazioni di Parigi con il premier libanese Hariri".

Cosa si attende per le prossime settimane e soprattutto quali possono essere le previsioni fra trenta giorni, quando Kofi Annan riferirà al Consiglio su come la risoluzione è stata applicata ?

"Credo che si sia creata una situazione mai vista nelle relazioni internazionali. Io mi attendo una settimana di shock in Libano e poi tre settimane di intensi negoziati diplomatici. Ora, dipende dalla strada che gli Stati Uniti vorranno percorrere, se vogliono seguire la via irachena, allora si passa per le sanzioni economiche e si può arrivare anche all'intervento militare. Oppure, se scelgono il percorso israeliano, tante risoluzioni, tutte ignorate e poi dimenticate, allora la questione si calmerà. Sappiamo però che Israele dispone di molti santi protettori".